La storia di Santa Lucia delle Poste nel cuore della civiltà della Transumanza

Lungo il Tratturo Celano-Foggia, immersa nel bosco, la chiesetta dedicata a Santa Lucia delle Poste svela interessanti vicende e usanze legate al mondo pastorale. Il 26 giugno 2022 si celebra la sua festa con rituali portati avanti da generazioni.

In Alto Molise, la civiltà della Transumanza, Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, ha lasciato tracce indelebili, alcune conosciute e riconoscibili lungo le grandi strade erbose dei Tratturi che guidavano i pastori con i loro animali dalla montagna al mare, altre meno note ma molto affascinanti. Domenica 26 giugno 2022, nel nostro territorio si celebra la Festa di Santa Lucia delle Poste, una ricorrenza antica e ricca di significato, che porta insito nel nome il richiamo al mondo dei pastori.

Vogliamo farvi scoprire questa storia e rendere omaggio a questo posto speciale: una piccola cappella, avvolta dal bosco e raggiungibile solo a piedi, che racchiude religiosità antica, devozione, storia, usanze e riti di quella cultura pastorale che è origine e riferimento per la produzione dei formaggi artigianali del Caseificio Di Nucci.

 

Il nome “Santa Lucia delle Poste” indica chiaramente il luogo, “la posta”, in cui i pastori si fermavano durante le loro lunghe transumanze. La cappella si trova infatti in una località chiamata “Posticchia”, vicino al fiume Trigno, in una zona di confine tra i comuni di Agnone, Carovilli e Pietrabbondante, a 900 metri di altitudine, immersa tra alberi di cerro e querce secolari, lungo il Tratturo Celano-Foggia. Un posto sacro per la natura indomita che lo custodisce, tra la Riserva MaB di Collemeluccio, il Bosco la Posta e la Selva di Castiglione. Un luogo di speranza. Per raggiungere la chiesetta era usanza per i pellegrini e lo è ancora oggi, percorrere a piedi il sentiero – che ora è di circa 900 metri, ma fino a qualche anno fa era molto più lungo ed impervio -, che dalla strada provinciale per Pietrabbondante si inoltra nel bosco. Per i pastori in Transumanza la chiesa era un luogo in cui fermarsi a riposare, approfittando anche della vicinanza con il fiume dove potevano abbeverare il bestiame. Alcune fonti rivelano che la chiesetta, secondo le usanze del tempo, veniva utilizzata anche per seppellire i pastori a cui capitava di passare a miglior vita durante i lunghi cammini sulle vie erbose. Era dunque un vero e proprio punto di riferimento per la civiltà pastorale.

In questi giorni di festa, dal 24 al 26 giugno 2022, si celebrano messe e si svolgono processioni in onore della Santa, che si concludono domenica, ancora oggi, con un grande pic nic conviviale nel bosco. Ognuno portava con l’aiuto degli asini e dei muli, pane fatto in casa, prodotti della terra, formaggi fatti a mano, da condividere in questo giorno di festa. Un’usanza che è rimasta. È Vittorio Lemme che ha preso in custodia la chiesetta e che da qualche anno l’ha restaurata e fatta tornare a nuova vita, a prendersi cura con l’aiuto di collaboratori e volontari di questo luogo magico.

Vittorio racconta che nei giorni della festa, fino alla metà del ‘900, i pellegrini arrivavano a piedi da tutti i paesi limitrofi, camminando anche per giorni, per raggiungere la cappella di Santa Lucia delle Poste e rivolgere una preghiera davanti la statua di Santa Lucia, protettrice degli occhi e della vista. Giunti all’ingresso della chiesa, i devoti si inginocchiavano percorrendo la navata fino alla statua, sempre in ginocchio, per poi tornare indietro senza voltarle mai le spalle. Molti, giunti a piedi da lontano, restavano per tutta la notte nella chiesa, per aspettare la messa del mattino che veniva celebrata la domenica.

La storia della cappella è molto interessante e intrisa di leggenda. Secondo alcuni scritti che sono stati ritrovati, spiega Vittorio, la chiesa fu fatta costruire da un massaro pugliese, proprietario di gran parte delle terre della zona, le quali erano quasi tutte coltivate e impiegate per l’agricoltura. Un giorno, passando in rassegna i terreni, in viaggio con la figlia cieca, si fermò in questo posto. La storia narra che la bambina, intenta a giocare vicino al fiume, vide l’immagine di una signora apparsa su un albero e dal quel momento in poi recuperò la vista. Quella signora, secondo quando tramandato, era Santa Lucia. L’uomo fece edificare la chiesa e diede origine al culto e al rito che oggi ancora si compie.

Una curiosità. Sull’entrata della cappella è impressa la scritta che porta la data del 1832. Tale data in realtà non fa riferimento alla costruzione della chiesetta, che i restauratori hanno collocato in un periodo che va dal 1400 al 1500, ma indica l’anno in cui un successivo proprietario la fece ricostruire ed ampliare. Si tratta di Baldassarre Gigliani, imparentato con la famiglia del famoso massaro pugliese, e, secondo alcuni scritti, amministratore di beni del podestà di Pescolanciano. In seguito, avendo la famiglia di Gigliani accumulato molti debiti, cedette terreni coltivati su cui passava il Tratturo Celano-Foggia e vendette il bosco all’Università di Agnone. La chiesa è passata da un proprietario all’altro, finché giunse ad una signora di Agnone, che era al servizio di un nobile che aveva avuto in eredità il bosco e la cappella. Questa donna ha chiesto poi a Vittorio Lemme di prendersi cura della Chiesa di Santa Lucia delle Poste, il quale con sacrifici e con l’aiuto delle offerte che vengono lasciate nel giorno della festa garantisce la sopravvivenza di questo luogo e del suo antico culto.

Un’altra curiosità ci conduce al mondo pastorale e della Transumanza. La chiesetta presenta tre piccole finestre vicino agli ingressi, che i pellegrini e i pastori utilizzavano per intingere la mano nell’acqua santa posta all’interno e per scrutare la statua di Santa Lucia dall’esterno quando la cappella era chiusa.

Sono tanti i racconti legati alla Chiesa di Santa Lucia della Posta, come quella relativa alle ragazze di Pietrabbondante, “le verginelle” che secondo un’usanza giungevano nel bosco con l’abito della prima comunione e dovevano fare diversi giri intorno alla chiesa, passaggio di in un particolare rituale di bellezza che terminava con  l’incoronazione delle più belle. Gli abitanti di Pietrabbondante usano celebrare la festa di Santa Lucia delle Poste il 29 giugno.

Per scoprire altre storie e vicende legate al mondo della Transumanza e dei luoghi più affascinanti del Molise, organizza il tuo tour al Caseificio Di Nucci di Agnone, che comprende: la visita nel laboratorio di produzione dei formaggi, la visita alle cantine di stagionatura del Caciocavallo di Agnone e nel Museo di Arte Casearia e della Transumanza per terminare con una degustazione di formaggi tipici molisani.

Contattaci al numero: 3890652328 o scrivici a info@caseificiodinucci.it 

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