Tra devozione, artigianato e radici transumanti: la sfilata dei Corpus Domini a Campobasso – il 7 giugno 2026 – racconta il legame secolare con la civiltà dei Tratturi. Occasione per visitare il Caseificio Di Nucci e il Museo di Arte Casearia e della Transumanza di Agnone.
In Molise la Transumanza intreccia tradizioni antichissime. Una di queste è la sfilata dei Misteri, macchine processionali portate a spalla progettate e realizzate dalla genialità artistica del campobassano Paolo Saverio Di Zinno intorno alla metà del XVIII secolo, che si tiene a Campobasso in occasione della ricorrenza del Corpus Domini (quest’anno il 7 giugno 2026).

E sono proprio le antiche vie dei pastori a legare profondamente la sfilata dei Misteri di Campobasso con il Caseificio Di Nucci e il Museo di Arte Casearia e della Transumanza di Agnone: lo stesso territorio, la stessa cultura materiale, la stessa civiltà dei Tratturi che ha plasmato formaggi, lame e macchine votive.
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Il filo della Transumanza: dai pastori ai Misteri, ai formaggi.

«Le fiere storiche di Campobasso si tenevano a maggio e a settembre — spiega Antonio Vinciguerra, componente dell’associazione Misteri e Tradizioni che allestisce la sfilata e gestisce il Museo dei Misteri –. Si sviluppavano i commerci legati alla Transumanza: i formaggi a pasta filata, i coltelli, l’acciaio traforato, il ferro battuto». Le tre lavorazioni artigianali identitarie della città nascono tutte da quella stagionalità pastorale. E i Misteri stessi affondano le radici in quel mondo. Quando le confraternite commissionarono allo scultore Paolo Saverio di Zinno di ideare le macchine votive nel Settecento, furono i mastri ferrai, già presenti in città per la Transumanza, riuniti lungo quella che ancora oggi si chiama Via dei Ferrari, a realizzarle. «I Misteri non sono altro che l’applicazione dell’artigianato dei metalli all’arte», sintetizza Vinciguerra.
I Misteri: una macchina di ferro, devozione e bambini coraggiosi.

Ogni anno, il giorno del Corpus Domini, Campobasso si trasforma. Per le strade del centro storico sfilano tredici macchine votive, i Misteri, che sollevano in aria bambini e adulti in costume, sospesi in tableau viventi di straordinaria precisione meccanica. Una festa che non è solo devozione, ma il punto d’arrivo di una storia lunga secoli. Dietro la perfezione della sfilata c’è un lavoro che inizia subito dopo Pasqua. «Dalla settimana successiva a Pasqua si comincia con le grandi pulizie – racconta Antonio Vinciguerra -. Si sistemano le strutture, si lavano e rammendano i costumi, si spostano le macchine». Un mese prima della sfilata iniziano le prove dei bambini: nella sala del Museo dei Misteri si cerca il personaggio più adatto per ciascun posto, calibrando altezza e peso con precisione quasi ingegneristica. «Maria Maddalena deve avere capelli molto lunghi. Il Diavoletto di Sant’Antonio Abate deve essere coraggioso e leggero: non deve avere paura del diavolo».
Il giorno della sfilata, la macchina organizzativa è imponente: 77 figuranti in tutto, di cui 57 bambini e 18 adulti, più due animali, il cagnolino di San Rocco e l’agnellino. A portare i tredici Misteri sono circa 250 portatori, affiancati da una trentina di addetti alla vestizione, dalle bande musicali inserite nel corteo e da fabbri, falegnami e tappezzieri pronti a intervenire in caso di necessità. «Io mi occupo di vestire l’ultimo Mistero, il Sacro Cuore di Gesù», dice Vinciguerra.
Il Museo dei Misteri: una tradizione che si può visitare tutto l’anno

Per chi non può essere a Campobasso il 7 giugno 2026, o per chi vuole capire più a fondo quello che ha visto, esiste il Museo dei Misteri: «Il museo è particolare perché musealizza una tradizione viva – spiega Vinciguerra -. Nel salone grande ci sono le strutture dei Misteri spogli, e in una saletta sono esposti cimeli e documenti storici: costumi antichi, manifesti, materiali che ruotano nel tempo». Una sala proiezioni completa il percorso, con filmati storici e video esplicativi della festa. «Anche chi non ha mai visto i Misteri capisce cosa accade il giorno del Corpus Domini». Da qualche anno è disponibile anche un’esperienza immersiva a 360 gradi: con appositi visori, donati al Museo insieme al Comune, è possibile simulare la posizione di chi sta sopra a un Mistero durante la sfilata. «Un’esperienza molto suggestiva – dice Vinciguerra -. Tutti possono farne parte».
Ricchissimo il cartellone di eventi organizzato dal Comune di Campobasso in occasione del Festival dei Misteri!
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Foto dei Misteri di Paolo Pasquale.






