Viaggio nel Castello di Pescolanciano, con vista sul Tratturo

Il Castello d’Alessandro è un’immersione nella storia che travalica i secoli e svela intriganti vicende sul territorio dell’Alto Molise e della Transumanza.

La primavera sta arrivando e se le piogge dell’ultimo mese e il calo di temperature insolito hanno un po’ frenato le gite fuori porta, è aumentata la voglia di vivere il mondo all’aria aperta e di immergersi nella natura in fiore. In Molise, i pascoli sono diventati una tavolozza di colori dalle mille sfumature e il paesaggio verdeggiante decora i nostri monti.

Con il desiderio di farvi conoscere la nostra splendida terra, il territorio in cui il Caseificio Di Nucci vive e ha origine, abbiamo pensato di condurvi, tappa dopo tappa, in un viaggio tra le meraviglie naturali del Molise, il patrimonio storico-artistico, le attrazioni, i luoghi più belli, ma non sempre conosciuti, della nostra regione. Così, quando verrete a trovarci e a visitare il nostro Museo di Arte Casearia e della Transumanza ad Agnone, avrete nuove idee sui luoghi da visitare in Molise, e nuovi punti di vista.

IL CASTELLO DI PESCOLANCIANO

Il Castello di Pescolanciano

Cominciamo da un posto e da una storia molto intrigante. La storia del Castello di Pescolanciano. Il bellissimo maniero che troneggia su una collina rocciosa, guardando dall’alto il paese di Pescolanciano (IS) e il Tratturo Castel di Sangro – Lucera, dista 26 km da Agnone e 17 km da Isernia. Si trova ad un passo dalla Riserva Naturale di Collemeluccio, una delle principali aree di un territorio di grande rilevanza naturalistica: la Riserva della Biosfera MAB UNESCO Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise.

Entriamo nei suoi saloni e nelle sue storie con l’associazione IntraMontes, che dallo scorso anno è impegnata nell’accogliere i visitatori del Castello d’Alessandro di Pescolanciano, fino a qualche tempo fa visitabile parzialmente solo in rare occasioni. Ogni fine settimana, grazie ad una collaborazione tra IntraMontes, il Comune di Pescolanciano e la famiglia d’Alessandro, si può vivere un viaggio straordinario nel Castello.

Un viaggio nella storia

La visita guidata con Eugenio Auciello di IntraMontes comincia dalla parte esterna del Castello, per scoprire la storia di questo maniero, oggi dalla forma di esagono irregolare, ma la cui struttura originaria ancora nel ‘500 era costituita da vari edifici, nello stile dei castelli medievali, con una chiesetta, una torre mastio, e un fortilizio merlato, racchiusi in una cinta di mura.

Il Castello risale almeno al XII secolo, ai tempi di Ruggero da Pescolanciano, anche se fonti più antiche lo collocherebbero nel periodo di Carlomagno. Fu proprietà di varie famiglie feudali, principalmente dei Carafa della Spina tra il XIV e la metà del XVI secolo, che aggiunsero alla torre mastio una nuova area nella parte a sudest del maniero.

Alla fine del 1500 arrivò la nobile famiglia napoletana dei d’Alessandro, da cui il Castello oggi prende il nome, la quale riunì i vari edifici disgiunti in un’unica fortezza, costruì il cortile esterno e il suggestivo ponte levatoio tutt’ora utilizzato. Il Castello di Pescolanciano rimase intatto fino al terremoto del 1805 quando purtroppo subì vari danni e fu abbandonato per circa 30 anni, fin quando alla metà del 1800 fu rimesso in sesto dal Duca Giovanni Maria d’Alessandro, con l’aggiunta dell’ultimo piano, che inizialmente era un camminamento di ronda. La storia più recente narra che il maniero nel Novecento era abitato principalmente come residenza estiva della famiglia d’Alessandro, per essere poi lasciato all’abbandono nella metà degli anni ’70. Nel 2000 la Regione Molise e la Provincia di Isernia ne hanno acquistata una parte. Sono infatti soprattutto gli spazi pubblici del Castello, che rappresentano circa i 4/5 della struttura a poter essere visitati, altri spazi sono privati e si possono ammirare solo in alcune occasioni; ci sono inoltre locali che sono al centro di un progetto di recupero per renderli accessibili al pubblico.

«È un castello che va raccontato – spiega Eugenio -. È un luogo ricco di riferimenti storici e di storie che svelano molto sul territorio dell’Alto Molise e del Molise. Ci sono poi diversi aneddoti. Per esempio, nel 1848 il Castello di Pescolanciano ospitò lo storico tedesco e poi premio Nobel Theodor Mommsen, durante il suo periodo di visite al sito archeologico Sannitico di Pietrabbondante. E poi ci sono le storie sui fantasmi del Castello».

 

 

 

Nel Castello c’è una suggestiva Sala del Trono

Il percorso con Eugenio e con IntraMontes ci conduce nel cortile interno, con il suo porticato decorato da colonne, e poi al piano terra, dove ammirare la Mostra dei Castelli nel Castello, che racconta le vicende dei castelli molisani, e la Mostra delle Ceramiche, prodotte nel maniero dal Duca Pasquale Maria d’Alessandro sul finire del ‘700. Si continua poi al primo piano nobile, nelle sale dell’appartamento ducale e della suggestiva Sala del Trono, dove trionfa il trono ligneo alto oltre 2 metri intarsiato e con dorature, risalente alla seconda metà del 1700. C’è inoltre una cappella gentilizia risalente al 1628 che custodisce le reliquie di Sant’Alessandro di Bergamo. Infine, con i proprietari, soprattutto in estate, si può visitare anche l’ultimo piano che custodisce i ricordi della famiglia d’Alessandro.

 

 

Dalla torre si vede il Tratturo

A partire dall’estate del 2019, svela Eugenio, si potrà accedere anche in un appartamento all’ultimo piano, nel quale saranno allestite mostre ed esposizioni e dal quale sarà possibile salire alla torre belvedere, che apre lo sguardo ad un panorama mozzafiato e alla strada erbosa del Tratturo. I Duchi d’Alessandro tra il 1600 e il 1700 ebbero forti introiti dalla pastorizia e dalla transumanza, in quanto possessori di migliaia di capi di bestiame. Un’occasione per scoprire nuovi aspetti del mondo della transumanza, da approfondire poi nel Museo di Arte Casearia e della Transumanza di Agnone. Il prezioso bosco di Collemeluccio, oggi luogo di escursioni naturalistiche e di pic nic nella biodiversità, era di proprietà dei Duchi d’Alessandro, i quali come feudatari avevano anche grandi possedimenti, terre coltivate e mulini.

 

Un’altra curiosità sul Castello di Pescolanciano? Eugenio ci racconta che nel parco del lato nord del castello, i duchi allevavano una selezionata razza di cavalli, i “cavalli saltatori”. Il duca Giuseppe d’Alessandro scrisse addirittura un trattato sull’arte del cavalcare e dell’allevare cavalli, che è stato ripreso come riferimento per molto tempo nel settore, intitolato “Pietra di Paragone dei Cavalieri”, edita in prima edizione nel 1711.

«È importante accendere i riflettori su una realtà, come quella del Castello di Pescolanciano, che raccoglie una fetta importante della storia dell’Alto Molise – spiega l’associazione IntraMontes -. È fondamentale che il Castello diventi finalmente oggetto di recupero e conservazione da parte della Regione».

 

 

 

 

Il Castello di Pescolanciano si può visitare su prenotazione.

Si può prenotare sulla pagina Facebook di IntraMontes o chiamare il numero 3316195078 (anche su WhatsApp).

La visita del Castello dura circa un’ora.

Orari: Sabato e Domenica su prenotazione

Ore 11.00

Ore 15.30

Ore 17.00

Per gruppi organizzati o scolaresche si effettuano visite guidate extra, sempre su prenotazione.

Per visitare il Museo di Arte Casearia e della Transumanza, in occasione della visita al Castello di Pescolanciano, contattateci a:

E-mail: info@caseificiodinucci.it

Tel. 3890652328 (Antonia Di Nucci)

       0865 77288

 

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