La Voce del Latte, storie di pascoli, allevatori e aree interne degli Appennini

Il nuovo progetto di storytelling social e digitale del Caseificio Di Nucci per raccontare volti e sfide degli allevatori dell’Alto Molise e il mondo della zootecnia di montagna.

C’è un filo a volte invisibile ma indissolubile che lega una forma di Caciocavallo di Agnone alla terra da cui prende origine. Un legame fatto di gesti antichi, di albe nebbiose sui pascoli degli Appennini molisani e della dedizione quotidiana di chi, ogni giorno, sceglie di vivere e lavorare nelle aree interne del nostro Paese. Per dare voce e forma a questo patrimonio umano e gastronomico, il Caseificio Di Nucci lancia “La Voce del Latte”, un nuovo progetto di storytelling social e digitale pensato per raccontare da vicino i volti, le storie e le sfide degli allevatori dell’Alto Molise, dai cui pascoli e dal cui lavoro nasce la materia prima d’eccellenza che ogni giorno si trasforma in arte casearia, dando origine ai formaggi della nostra tradizione.

Un racconto che parte dal 2026, l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori.

L’iniziativa prende il via nel 2026, un anno dal valore fortemente simbolico, proclamato dalle Nazioni Unite (ONU) e dalla FAO come l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (IYRP 2026). In questa cornice globale che accende i riflettori sulla sostenibilità dei sistemi pastorali e sulla tutela delle aree montane, il Caseificio Di Nucci mette al centro la propria filiera corta, costruita e consolidata negli anni insieme agli allevatori di fiducia dell’Alto Molise.

Questa porzione d’Appennino centrale si fa emblematico esempio di come la zootecnia montana non sia soltanto una voce economica, ma un presidio territoriale, sociale e culturale: un baluardo contro lo spopolamento e una garanzia di custodia del paesaggio.

Un reportage narrativo per immagini che esprime il Divinus Halitus Terrae.

Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, descriveva l’odore inconfondibile che si leva dai campi quando la pioggia risveglia la terra dopo una lunga siccità: Divinus Halitus Terrae, il divino alito della terra. È l’immagine primordiale della vita che rinasce, il soffio generatore da cui prendono forma l’agricoltura, l’allevamento e la cultura stessa dell’uomo. È proprio da questo profumo di terra e di pascolo che prende vita l’anima visiva del reportage firmato dal Caseificio Di Nucci.

Attraverso gli scatti dedicati alle aziende agricole della filiera, realizzati dal fotografo Mino Pasqualone, le immagini raccontano la montagna molisana alternando colori caldi ad intensi bianchi e neri d’autore. Tra questi sfondi, i volti degli allevatori emergono dall’ombra delle stalle con giochi di luce dal sapore caravaggesco, lasciando affiorare la fierezza e la fatica di chi vive ad alta quota. Le foto esprimono frammenti di vita: il camice bianco di lavoro appeso a una parete, i dettagli dei macchinari per la raccolta del latte, il movimento deciso dei trattori tra le radure e le mani forti che sollevano con cura e orgoglio una forma di Caciocavallo di Agnone Di Nucci. In questo racconto per immagini trova uno spazio d’onore la presenza femminile, con le storie delle donne allevatrici che guidano le aziende di famiglia, e il valore del passaggio generazionale, testimoniato dagli sguardi complici di madri, padri e figli al lavoro fianco a fianco. A sigillare, inoltre, questo senso di comunità, interviene un gesto semplice e potente, l’abbraccio sincero tra un allevatore e Franco Di Nucci, simbolo di un’alleanza che va oltre la semplice fornitura.

Video e testimonianze dirette per dare valore al mondo degli allevatori.

Ma la narrazione non si ferma alla fotografia e diventa voce viva grazie alle testimonianze dirette raccolte nei video realizzati dal videomaker Fausto Franchi,  e nei reel pensati per i social. In questi brevi reportage audiovisivi sono gli stessi protagonisti a prendere la parola per raccontare le luci e le ombre del proprio mestiere. Si ascoltano così le voci appassionate dei giovani che chiedono opportunità e risorse per rimanere legati alle radici d’Appennino con progetti di futuro, intrecciate a quelle più sagge e preoccupate degli anziani, memoria storica del territorio e custodi di un sapere artigianale da preservare a ogni costo.

Il pilastro invisibile ma fondamentale su cui posa l’intera narrazione rimane l’Accordo di Qualità che unisce il Caseificio Di Nucci ai suoi allevatori di fiducia, molti dei quali collaborano con la famiglia da quasi vent’anni. Attraverso controlli rigorosi e costanti sulla materia prima, l’accordo definisce un prezzo del latte ancorato alla qualità reale: una scelta etica e commerciale che garantisce una remunerazione equa, capace di riconoscere non solo l’eccellenza organolettica del latte crudo di montagna, ma anche il valore sociale del lavoro di chi custodisce i pascoli dell’Alto Molise.

La Voce del Latte sui social del Caseificio Di Nucci.

GUARDA IL VIDEO di presentazione di LA VOCE DEL LATTE SU YOUTUBE

La Voce del Latte prende vita sui nostri canali social con post, caroselli e reel, tutti uniti da una veste grafica coordinata e subito riconoscibile. Ad aprire ufficialmente questa rubrica è la voce di Francesco Di Nucci, che attraverso il primo video d’esordio lancia un invito aperto a tutta la community:

«Questa è la “Voce del Latte”, la rubrica del Caseificio Di Nucci per raccontare le storie dei nostri allevatori, i pascoli, i volti, le mani, il lavoro, i sacrifici, l’origine del formaggio. Tante voci, tante storie, per accendere una luce sulla zootecnia delle aree interne degli Appennini, in occasione dell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori. Se vuoi scoprire queste storie, seguici sui social e sul sito web.»

Seguire questo itinerario narrativo significa riscoprire che dietro ogni singola forma di formaggio c’è anche il respiro collettivo, la voce, il battito, il futuro di un’intera comunità dell’area interna dell’Alto Molise e delle aree interne d’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.